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Virus informatici: facciamo chiarezza

La parola virus fa immediatamente suonare un campanello d’allarme, non importa in quale ambito essa sia utilizzata.

Nel campo dell’informatica le insidiose infezioni digitali causano problemi che possono bloccare il lavoro di un’azienda e, soprattutto, mettere a repentaglio la sicurezza dei dati.

Per questo è giusto chiedersi cos’è un virus informatico e, soprattutto, utilizzare misure che possano filtrare, rilevare e debellare le minacce.

Cosa sono i virus informatici?

Un virus, in poche parole, è un software.

Per identificare i virus informatici è stato coniato il termine malware, frutto dell’unione di “malicious” e “software”: sono evidenti le intenzioni con cui vengono prodotti questi programmi.

Quando un virus viene eseguito su un computer esso infetta altri file, replicando il proprio codice, proprio come un virus biologico replica il proprio DNA.

Il virus informatico non viene riconosciuto dall’utente ed è in grado di eludere le difese di base del PC. Sostituendo il proprio codice a quello di un programma già presente sul computer, il virus è in grado di diffondersi e, soprattutto, a essere trasferito su un altro PC senza che gli utenti se ne accorgano.

Tipi di virus informatici

In generale tutti i virus informatici sono malware, ma nel corso dei decenni sono stati suddivisi in sottocategorie.

Le principali tipologie di virus informatici sono:

  • Trojan
  • Spyware
  • Worm
  • Adware
  • Ransomware

Trojan

Il funzionamento di questo virus informatico è riassunto nel suo nome per esteso Trojan Horse, ovvero cavallo di Troia.

Proprio come il leggendario stratagemma greco, questo tipo di programma maligno si camuffa per sembrare qualcosa di assolutamente non pericoloso per il computer. Una volta ingannata la persona che lo ha erroneamente lanciato, il Trojan apre la strada a un malware che si diffonde nel sistema informatico e spesso resta invisibile per lungo tempo.

Spyware

Lo spyware è un software che si insinua per raccogliere dati delle persone che utilizzano i PC infettati. Letteralmente è un programma spia che può carpire dati d’accesso a siti, informazioni personali e relative alle transazioni bancarie.

Lo spyware è progettato per nascondersi e continuare a operare nell’ombra senza essere identificato, in questo modo può lavorare a lungo e trasmettere tantissimi dati senza che gli interessati se ne accorgano.

Worm

Questo “verme”, traduzione letterale del termine, entra in una macchina specifica per poi diffondersi da un computer all’altro sfruttando la loro connessione in rete.

Un worm è capace di autoreplicarsi e, di solito, i suoi effetti sono evidenti solo quando si è ampiamente diffuso e rallenta i processi delle macchine connesse.

Adware

Gli “Advertising-malware” ovvero adware, sono malware che veicolano messaggi pubblicitari.

Gli adware possono far apparire popup continui o in grande numero, ma possono anche spiare le attività online degli utenti per capire quali pubblicità mostrare in seguito in base ai dati di navigazione.

Ransomware

 “Ransom” significa “riscatto”: non è difficile intuire il principio di funzionamento di questo tipo di virus informatico.

Un ransomware prende in ostaggio un dispositivo, impedendone l’utilizzo, e il suo creatore chiede una somma di denaro per liberarlo.

Come non avere problemi con i virus informatci

Che i virus informatici siano davvero pericolosi per i computer di aziende e uffici ormai è chiaro, ma queste minacce per la sicurezza informatica possono essere annullate utilizzando strumenti digitali altrettanto evoluti ed efficaci. Antivirus e backup sono strumenti fondamentali per garantire il funzionamento dei dispositivi e tenere al sicuro dati sensibili e file. Ma non è da sottovalutare nemmeno il saper riconoscere le minacce prima che sia tardi: per esempio evitando di aprire email di phishing, pop-up sospetti, visitare siti web non sicuri e tanto altro.

Noi di Tecnoservice, grazie ai nostri 35 anni di esperienza, siamo in grado di valutare il rischio di un’azienda e di individuare la migliore soluzione per rendere sicuri i sistemi informatici.

Le principali armi con cui difendiamo i nostri clienti da cyber-attacchi sono:

  • Microsoft 365 Business Premium
  • Nethsecurity (Suite Nethesis)
  • Cloudsafe Backup
  • Antivirus Bitdefender Cloud Security
  • Consulenza, formazione e assistenza con tecnici specializzati

Se vuoi conoscere meglio le nostre soluzioni informatiche per la sicurezza IT consulta il nostro sito e contattaci.

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Multifunzione e stampanti laser o inkjet: da dove partire?

Spesso c’è molta confusione sulla differenza tra tecnologia laser e inkjet. Orientarsi sull’una o sull’altra tipologia può diventare una scelta difficile.

Esiste la stampante perfetta per tutti?

La risposta è no, perché ciò che è adatto a un cliente potrebbe non esserlo per un altro. Quindi è importante mettersi alla ricerca della stampante che più si adatta al nostro lavoro. Individuate le esigenze di stampa sarà facile scegliere il prodotto giusto.

Nessuna idea? Vediamo quali sono gli aspetti da valutare.

Le caratteristiche da considerare

Per capire se una stampante può essere davvero uno strumento di lavoro performante bisogna considerare le differenze esistenti tra tecnologia laser e inkjet, in particolare quelle che riguardano:

  • Volume e frequenza di stampa
  • Qualità dell’immagine
  • Velocità di stampa
  • Spese di gestione

Vediamole una ad una nel dettaglio.

Volume e frequenza di stampa

La prima considerazione riguarda due importanti fattori, spesso correlati: volume e frequenza di stampa. Per volume di stampa si intende il numero di stampe e copie, mentre la frequenza è l’utilizzo della stampante nel tempo.

La stampante inkjet è performante nel momento in cui il volume di stampa è basso, ma la frequenza è alta; dunque nel caso di poche stampe alla volta, ma effettuate quasi ogni giorno. Questo aspetto è legato alla natura stessa della cartuccia a inchiostro che, con una bassa frequenza di stampa, tende a seccarsi, un po’ come una penna stilografica che non viene usata per mesi. Un’esigenza di questo tipo potrebbe essere, ad esempio, quella di uno studente che ogni giorno si ritrova a stampare compiti e progetti di poche pagine.

In tutti gli altri casi la stampante laser è un’ottima scelta, specialmente a livello professionale. La macchina sopporta grandi volumi di stampa e il toner, non essendo inchiostro, non si secca.

Abbiamo riassunto tutto in un piccolo schema:

  USO FREQUENTE USO POCO FREQUENTE
MOLTE STAMPE Laser Laser
POCHE STAMPE Inkjet Laser

La questione cambia se la priorità di chi stampa è la qualità dell’immagine.

Qualità dell’immagine

Le stampanti a uso professionale garantiscono generalmente una buona resa di stampa, ma sono i particolari a fare la differenza. L’esigenza di stampare immagini ad alta qualità potrebbe farci propendere verso l’acquisto di una stampante inkjet. Vediamo perché.

La qualità di un’immagine è data essenzialmente dalla sua risoluzione, misurata in DPI (dots per inch, “punti per pollice”). Per immagini ad alti DPI si raccomanda l’acquisto di una stampante che li restituisca correttamente. In questo caso, specialmente per chi lavora nel campo della fotografia, è consigliabile orientarsi verso una inkjet.

Il secondo aspetto da considerare è il tipo di carta su cui si deve stampare. Per ottenere risultati ottimali con la stampante inkjet è necessario utilizzare carte speciali. La stampante laser, invece, ottiene buoni risultati con la carta comune, anche di diversa grammatura ed è consigliata per le normali stampe da ufficio.

Velocità di stampa

La velocità è un aspetto fondamentale per un flusso di lavoro intenso. Una stampante veloce è un’alleata preziosa nelle giornate più caotiche. Ma che cosa si intende con esattezza per velocità di stampa? Se pensiamo all’esecuzione di una stampa esistono di fatto due momenti:

  • L’uscita del primo foglio dalla macchina
  • L’uscita dei fogli successivi

Nelle stampanti inkjet solitamente l’uscita dei fogli è lenta e graduale. Invece la stampante laser una volta entrata in temperatura, stampa rapidamente tutte le copie (secondo il motore di stampa scelto).

Quindi se la velocità è prioritaria la stampante laser è la scelta migliore. Rimane imbattibile per la stampa in bianco e nero e a colori su carta comune, formati A4 e A3, dunque perfetta per tutte le esigenze di stampa di un ufficio.

Spese di gestione

Le spese legate alla gestione di una stampante dipendono da:

  • Volume di stampa in rapporto al costo di cartucce o toner
  • Consumi energetici e tempo di vita della macchina
  • Riparazioni in caso di guasti

Come capire, quindi, quale stampante è più conveniente?

Se si effettuano poche stampe le spese generiche di una stampante inkjet professionale sono leggermente più basse rispetto a quelle di una laser, perché normalmente le cartucce sono meno costose dei toner. Ma attenzione: durante il ciclo iniziale all’avvio della inkjet c’è un consumo di inchiostro anche se non si stampa. Inoltre è bene valutare con attenzione la tipologia delle stampe: se con una inkjet stamperemo molte immagini, ovviamente le spese di gestione saranno elevate.

Il toner per stampanti laser ha un costo superiore, ma ha una durata maggiore rispetto alla cartuccia: dunque, quando il volume di stampa aumenta, la stampante laser diventa sempre più vantaggiosa, ammortizzando le spese grazie a un costo copia nettamente inferiore.

La stampante inkjet ha consumi energetici ridotti, ma ha una durata di vita molto inferiore rispetto a una laser, dunque sul lungo termine si rivela più impattante sull’ambiente. La laser ha il vantaggio di essere davvero duratura, arrivando a volumi molto importanti prima di andare definitivamente in pensione.

Altro aspetto da considerare nella nostra scelta, di natura ambientale ed economica, ricade sulla riparazione dei guasti.

Le parti di ricambio di una inkjet sono costose e di difficile reperibilità. Le stampanti laser, invece, sono impiegate largamente nel mondo professionale, dunque i pezzi di ricambio sono sempre disponibili sul mercato.

Tecnoservice per le aziende che devono scegliere tra stampanti laser o inkjet

Noi di Tecnoservice forniamo consulenza, noleggio, vendita, assistenza di multifunzione e stampanti. Il nostro magazzino è dotato di macchine e consumabili in pronta consegna, adatti a ogni esigenza.

Da noi trovi sempre:

  • Stampanti laser e inkjet delle migliori marche
  • Stampanti multifunzione professionali
  • Plotter e stampanti per grandi formati
  • Toner
  • Cartucce
  • Carta per ogni esigenza

Il nostro obiettivo è dare soluzioni per la stampa che siano vantaggiose per le aziende e che riducano l’impatto ambientale. Siamo in grado di accompagnare il cliente dalla scelta del prodotto alle fasi successive di operatività.

Se vuoi una consulenza gratuita su multifunzione e stampanti laser o inkjet contattaci o visita il nostro sito.

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Privacy Shield invalidato: come trasferire dati personali tra USA e UE?

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea lo scorso 16 luglio ha dichiarato non valido il Privacy Shield con una sentenza storica che inizia con queste parole: “La Corte dichiara invalida la decisione 2016/1250 della Commissione sull’adeguatezza della protezione offerta dal regime dello scudo UE-USA per la privacy”.

Questo atto non è certamente irrilevante, perché il Garante europeo ha di fatto annullato l’accordo tra Stati Uniti e Unione Europea sulla protezione dei dati e tutt’ora sta cercando di definire linee guida per superare l’impasse.

Cerchiamo di capire meglio cosa è successo e quali sono gli effetti per le aziende.

Privacy Shield: cos’è?

Il Privacy Shield (lett. “scudo per la privacy”) non è altro che un accordo tra Stati Uniti d’America e Unione Europea che stabilisce la necessità di un’autocertificazione per le società americane che ricevono dati personali dall’Europa in cui esse dichiarano di ottemperare ai principi descritti in questo documento.

La storia del patto inizia nel 2013 con una denuncia contro Facebook fatta da Maximilian Schrems al Data Protection Commissioner irlandese. La sentenza del 2015, denominata Schrems II, ha invalidato il precedente accordo internazionale “Safe Harbor”.

Nel 2016 viene introdotto al suo posto il Privacy Shield, ora annullato dalla sentenza Schrems II, così chiamata proprio perché il promotore della prima causa ne ha intentato una seconda nel 2018.

Il ruolo del GDPR

Come ormai sappiamo, dal 2018 nell’Unione Europea è attivo il General Data Protection Regulation, comunemente chiamato GDPR o, in italiano, RGPD (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati).

Il GDPR si basa su un principio fondamentale che giustifica l’annullamento del Privacy Shield: i Paesi extra-UE, o “Paesi Terzi”, devono avere un adeguato livello di sicurezza per poter trattare e gestire i dati personali dei cittadini europei.

A fronte di diverse sentenze che comprovano che gli USA continuano nelle loro pratiche di sorveglianza della popolazione, è stata cancellata la cosiddetta “decisione di adeguatezza”, una sorta di accordo in cui l’UE dichiara conforme un Paese, in questo caso gli Stati Uniti.

Ciò significa che prima un’azienda europea poteva trasferire dati a una americana senza nessun problema, mentre ora può farlo solo definendo e utilizzando nuovi strumenti giuridici, come:

  • Deroghe dell’art. 49 GDPR
  • SCC (Standard Contractual Clauses)
  • BCR (Binding Corporate Rules)

Per fare un esempio “pratico”, ora la posta elettronica appoggiata a Microsoft (365), Google (Gmail) e altri big americani, è di fatto fuori legge, quindi occorre trovare in fretta una decisone di adeguatezza alternativa, che va documentata sulle pratiche del GDPR di ogni azienda.

Privacy, sicurezza dati personali e aziende: in conclusione

Si stima che l’80% delle aziende si troveranno a dover fare i conti con questo notevole cambiamento.

È indispensabile provvedere al più presto e individuare lo strumento legale e sicuro da utilizzare per trasferire dati verso gli Stati Uniti.

In attesa di norme più chiare da parte del Garante europeo gli imprenditori devono prendere contatti con partner specializzati in tecnologie e tutela della privacy, così da iniziare un percorso che porti alla soluzione ideale.

Privacy Shield e GDPR: chiedi a Tecnoservice

Tecnoservice può offrire consulenza per individuare soluzioni adatte alle esigenze di ogni singolo cliente, inclusi lo studio dei costi e degli aspetti finanziari.

Ci occupiamo da tempo di cybersecurity e di sistemi di gestione privacy. Il nostro sistema di gestione privacy comprende tutte le regole del GDPR e consente di arrivare alla conformità (compliance).

Contattaci subito

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Smart working: tecnologie necessarie per un lavoro intelligente

Il termine smart working è entrato nelle vite di tutti noi durante i mesi di lockdown. La situazione d’emergenza sanitaria ha costretto dipendenti e manager a lavorare da casa, di fatto dando inizio a un cambiamento radicale nel mondo del lavoro.

Un unico partner per tutti gli elementi necessari allo smart working

La prospettiva di un lavoro sempre più suddiviso tra smart working e presenza fisica è diventato realtà per molti. L’azienda che vuole intraprendere questa strada deve attrezzarsi di conseguenza.

Tecnoservice fornisce soluzioni efficaci per lo smart working, per semplificare tutte le fasi di adeguamento ed eliminare ogni criticità:

  • Dispositivi: computer compatti, portatili, stampanti… tutto il necessario per svolgere comodamente e senza intoppi il lavoro da casa
  • Home Office: scrivanie, sedie ergonomiche e supporti per dispositivi per rendere confortevole lo spazio di lavoro in casa
  • Connessione: risoluzione dei problemi e configurazione della rete domestica, adeguandola alla gestione del flusso di lavoro da casa
  • Organizzazione del lavoro: strumenti per la gestione e l’organizzazione del lavoro, come app di messaggistica,  e-mail, agende condivise…
  • Cyber Security: protezione contro potenziali minacce legate all’utilizzo della rete domestica e di dispositivi personali, nel rispetto delle norme vigenti sulla protezione dei dati aziendali (GDPR)

Differenza tra telelavoro e smart working

Per tanti, è vero, si è trattato di semplice telelavoro durante il lockdown e non di vero e proprio smart working, perché il lavoro si è svolto da una postazione fissa, in orari prestabiliti, con pause concordate e giornate “da chiudere”.

Altri, tuttavia, hanno dato molta più importanza alle caratteristiche che stanno dietro alla parola “smart”:

  • Flessibilità
  • Agilità
  • Libertà

Lo smart working è un tipo di lavoro che procede per definizione di cicli e obiettivi da raggiungere, non per numero di ore passato al telefono o davanti a un PC.

Un modo di operare libero da vincoli, che dà piena libertà d’azione al singolo e che crea un rapporto di rinnovata fiducia tra datore di lavoro e dipendente. 

I vantaggi  dello smart working, dunque, non sono soltanto di natura economica o pratica, sono anche legati alla valorizzazione delle persone e della loro capacità decisionale e organizzativa.

Dispositivi per lo smart working

Fornire ai lavoratori device performanti per svolgere lo smart working consente di aumentare la produttività, eliminando tempi morti legati al malfunzionamento e semplificando numerose operazioni.

Computer compatti e computer portatili sono i dispositivi più adatti all’allestimento della postazione domestica, che spesso ha necessità di essere temporanea e facilmente spostabile.
Ad esempio, un PC dotato di webcam, casse audio e microfono integrati semplifica l’organizzazione dell’ambiente di lavoro, liberando spazio ed eliminando cavi ingombranti.

Da non sottovalutare l’utilità delle stampanti: la possibilità di poter lavorare su supporto cartaceo e disporre anche a casa di tutto il materiale necessario è una componente insostituibile per un lavoro a distanza efficace.
Le moderne stampanti e multifunzione hanno opzioni integrate che consentono di svolgere numerose operazioni senza passare dal PC.

Una volta individuati i migliori dispositivi per lo smart working bisogna stabilire qual è il luogo idoneo in cui lavorare e arredarlo con molta cura.

Allestire un Home Office:  scegliere i mobili giusti

Trasformare parte del proprio spazio domestico in un ufficio dotato di tutti i comfort  ha acquisito notevole importanza con le esigenze emerse durante il lockdown.

Per la comodità e la salute dello smart worker bisogna scegliere:

  • Sedie ergonomiche
  • Supporti per dispositivi
  • Scrivanie adeguate agli spazi a disposizione

Questi elementi influiscono notevolmente sul benessere del lavoratore che deve trascorrere le ore di lavoro in posizioni comode e sicure.

L’Home Office è fondamentale per svolgere le proprie mansioni da remoto, ma non bisogna dimenticare che lo smart working è fattibile solo se si è connessi in rete.

La connessione a internet è fondamentale per lo smart working

Una delle criticità maggiormente riscontrate durante il periodo di lockdown è stata l’inadeguatezza delle reti domestiche per gestire il lavoro, nonché lo studio, che ha provocato disagi e inadempienze.

Per praticare lo smart working è indispensabile ricorrere a soluzioni per configurare correttamente la rete internet di casa e per avere assistenza immediata per qualsiasi problema.

Non si deve solo essere online, ma è necessario avere una connessione sicura e affidabile che permetta di trasmettere dati rapidamente, fare videochiamate di gruppo senza interruzioni, utilizzare programmi da remoto senza rischi.

Cyber Security e smart working

L’utilizzo di dispositivi personali e della propria rete domestica ha messo in luce alcune potenziali minacce nell’ambito della Cyber Security.

È importante adeguare le postazioni domestiche di smart working a precisi protocolli di sicurezza, per evitare furti di dati e gravi danni per l’azienda.

Bisogna tenere in considerazione anche le norme vigenti sulla protezione dei dati aziendali (GDPR) e, quindi, devono essere applicate soluzioni capaci di assicurare la sicurezza delle informazioni anche quando vengono trattate attraverso dispositivi fuori dall’azienda o dall’ufficio.

Organizzazione del lavoro da remoto: soluzioni sicure ed efficienti

Come abbiamo appena spiegato, la sicurezza è basilare quando si lavora da casa o da qualunque altro luogo, ma è altrettanto fondamentale l’efficienza degli strumenti digitali che vengono usati.

Senza la possibilità di partecipare fisicamente a meeting, seminari e conferenze, diventa necessario fare affidamento su software e app per:

  • Messaggistica
  • E-mail
  • Video call
  • Calendari e agende condivise
  • Backup

Rivolgetevi a Tecnoservice, sapremo guidarvi nella scelta degli strumenti più adatti alle vostre esigenze lavorative.

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Registratori Telematici: come scegliere quello giusto

Come sanno bene i commercianti, dal 2019 è iniziato un percorso di cambiamento nel rilascio dello scontrino dopo ogni acquisto.

Oggi per certificare in modo corretto i propri corrispettivi all’Agenzia delle Entrate occorre utilizzare gli RT, ovvero Registratori Telematici, oppure eseguire una non rapidissima procedura web.

Vediamo come scegliere questi strumenti e quali caratteristiche hanno.

Bonus per i Registratori Telematici

Per adeguarsi alle nuove norme è possibile sfruttare il bonus messo a disposizione dallo Stato che è pari al 50% delle spese fatte per l’installazione dell’RT, con un tetto massimo ottenibile di 250 euro. Se invece si decide di adattare un vecchio registratore alle nuove norme la cifra massima del bonus è 50 euro.

Il denaro speso non viene bonificato sul conto ma si trasforma in credito d’imposta, quindi sarà uno sconto sulle tasse che si andranno a pagare.

Si ha diritto al bonus solo se le spese relative a queste operazioni di adeguamento sono sostenute nel 2019 e 2020.

Un RT adeguato al negozio e all’ambulante

Una domanda da farsi quando si deve scegliere l’RT è: io lavoro sempre nello stesso luogo?

Bisogna tenere in considerazione che in un negozio fisso sono a disposizione linea elettrica e connessione alla linea telefonica fissa per l’utilizzo di internet, mentre quando si svolge un’attività da ambulante questi due elementi non sono presenti.

Gli RT per ambulanti devono avere batterie affidabili, cavi per il collegamento alla presa di alimentazione dell’auto, borse o custodie in cui trasportarli senza danneggiarli.

I Registratori Telematici fissi devono comunque essere robusti, dal design compatto e avere un ampio set di porte di collegamento.

Naturalmente in entrambi i casi questi strumenti devono garantire funzioni intelligenti e rapide che permettono di eseguire velocemente le operazioni.

Perché sono obbligatori i Registratori Telematici? Ecco la risposta

Sulla pagina dell’Agenzia delle Entrate si legge la seguente definizione di Registratore Telematico:

 “è un dispositivo dotato di modulo fiscale con capacità di memorizzare la singola operazione e, al tempo stesso, di emettere il documento commerciale di vendita, reso o annullo al consumatore, predisporre e sigillare elettronicamente il file contenente i dati complessivi dei corrispettivi della giornata lavorativa e, infine, trasmettere automaticamente il file al sistema dell’Agenzia delle Entrate in modo sicuro”.

Dal 1983 il così detto misuratore fiscale è diventato obbligatorio per produrre lo scontrino fiscale da consegnare al cliente di un esercizio commerciale e per creare una chiara traccia delle operazioni  svolte ogni giorno.

La vera rivoluzione, però, è iniziata nel 2019 e si è concretizzata l’1 gennaio 2020 quando è diventato obbligatorio lo scontrino elettronico.

Meglio il Registratore Telematico o la procedura web?

Tutto dipende dal numero di operazioni che si svolgono ogni giorno.

Per chi ha attività commerciali che quotidianamente emettono molti scontrini (ad esempio  ristoranti, bar, negozi di alimentari) la soluzione migliore è l’RT.

Questo perché snellisce le operazioni e permette di non perdere tempo in ripetitive operazioni di compilazione. Il Registratore Telematico può memorizzare anche in assenza di connessione web il documento relativo alla vendita appena fatta, ma occorre comunque utilizzare internet quando si procede alla chiusura di cassa.

Se un’impresa esegue poche operazioni e prima dell’obbligo dello scontrino elettronico redigeva manualmente le ricevute (ad esempio i piccoli artigiani), la strada migliore è quella della procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

 In questo caso deve essere sempre presente una connessione internet e bisogna dedicare qualche minuto per eseguire l’operazione correttamente.

Se sei alla ricerca di Registratori Telematici dai un’occhiata ai modelli proposti da noi di Tecnoservice e scegli quello perfetto per le tue esigenze.